Juve, Elkann svela il piano per giugno

La Juventus ha intrapreso un’azione concreta per cercare di recuperare una stagione che non ha rispettato le aspettative iniziali. La scelta di esonerare Thiago Motta rappresenta un passo significativo, il quale richiede ulteriori decisioni strategiche. È emerso che John Elkann sta giocando un ruolo centrale in questo processo.
juve, il piano finanziario: due strade da seguire
Secondo quanto riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’, il recente cambio di allenatore comporterà costi elevati per il club bianconero. L’importo necessario per l’esonero ammonta a circa 14 milioni di euro, somma destinata a saldare i conti con Thiago Motta e il suo staff, con un ulteriore milione previsto per Igor Tudor e i suoi collaboratori.
Questa spesa imprevista ha suscitato preoccupazione tra i tifosi riguardo alla stabilità economica del club. Per affrontare la situazione, la Juventus sta esaminando attentamente le opportunità sul mercato. Le cessioni dei calciatori potrebbero rivelarsi fondamentali per ridurre l’onere economico derivante dal cambiamento in panchina.
- Cessione di Kulusevski nel 2022
- Puntare su plusvalenze strategiche
- Possibili trasferimenti a giugno
juve, il piano alternativo di elkann
Nell’eventualità in cui le cessioni non risultassero sufficienti a coprire i costi, è già pronto un piano B: una nuova ricapitalizzazione. Questa opzione non sarebbe una novità per la Juventus, che ha già fatto ricorso a tale misura in diverse occasioni negli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2021 sono stati effettuati aumenti di capitale complessivi pari a 700 milioni di euro. Inoltre, nel 2023 è stato avviato un ulteriore incremento di capitale da 200 milioni per far fronte alle difficoltà legate all’esclusione dalle competizioni europee e alla penalizzazione ricevuta.
Exor, la holding della famiglia Agnelli, ha sempre mostrato solidità finanziaria; Ci si interroga sulla sostenibilità a lungo termine di questo approccio. Una nuova ricapitalizzazione nel corso del 2025 potrebbe comportare l’impegno di almeno altri 200 milioni di euro.