Juventus plusvalenza entro domani: cosa rischiano i bianconeri con il fair play uefa
La scadenza del 30 giugno accelera le mosse di casa Juventus: la dirigenza lavora per arrivare all’appuntamento con un bilancio capace di produrre un effetto positivo nei conti, in un momento in cui la situazione economica resta sotto pressione e le prossime decisioni legate alla UEFA richiedono segnali chiari di risanamento.
30 giugno e bilanci Juve: cessione da 12-13 milioni
Il 30 giugno rappresenta una data-chiave per le società calcistiche, perché coincide con il termine per la chiusura dei bilanci e la definizione dei conti da portare agli organi di controllo europei. In queste ore, alla dirigenza è stata richiesta una cessione in grado di generare una plusvalenza stimata attorno a 12-13 milioni entro la scadenza.
La Juventus si muove per alleggerire un conto economico condizionato dall’ultima semestrale, che ha evidenziato un rosso di 2,5 milioni. Nel quadro più ampio, l’esercizio generale viene comunque indicato in forte perdita, nonostante un percorso recente abbia ridotto il passivo: dai -239 milioni del periodo precedente ai -58 milioni più recenti.
settlement agreement UEFA: obiettivi economici e vincoli sportivi
Il lavoro sui conti si collega anche alla formalizzazione a breve del settlement agreement con la UEFA. L’accordo prevede la sterilizzazione dei deficit pregressi a fronte di una sanzione economica inferiore ai 10 milioni di euro per la quota incondizionata. In cambio, viene inserito un vincolo sportivo stringente: per la lista delle coppe europee di agosto, il costo complessivo dovrà risultare inferiore almeno di un euro rispetto a quella depositata a febbraio.
Nel periodo 2026-29, inoltre, il club non potrà superare un tetto massimo di 60 milioni di perdita complessiva. Per rispettare queste condizioni e ottenere un obiettivo immediato sui conti, l’attenzione si concentra sul mercato con una priorità precisa.
Fabio Miretti: possibile cessione con plusvalenza “pulita”
Le indicazioni convergono su Fabio Miretti come nome più plausibile per sbloccare l’operazione richiesta entro il 30 giugno. Il centrocampista, cresciuto nel settore giovanile, avrebbe un valore a bilancio quasi nullo, quantificato in circa 320mila euro. In virtù di questa base, la sua cessione permetterebbe un guadagno descritto come interamente pulito ai fini della necessità di bilancio.
se la trattativa non accelera: conseguenze operative senza rischi immediati
Nel caso in cui la trattativa per il giovane mediano non dovesse sbloccarsi sul campo entro la scadenza di mercato, la Juventus non correrebbe rischi legati a scadenze inderogabili. L’eventuale impatto negativo si concentrerebbe soprattutto sull’esigenza di concentrare tutti i ricavi derivanti dal player trading nelle sessioni successive.
In parallelo, verrebbe anche necessario sanare l’ammanco maturato dal mancato raggiungimento della massima competizione continentale, un elemento che renderebbe più complessa la pianificazione dei prossimi passaggi economici.
confronto con la Roma: obiettivo immediato molto più oneroso
La situazione della Juventus viene descritta come diversa da quella della Roma, che avrebbe già firmato il medesimo accordo nel 2022. Nel confronto richiamato, la Roma risulta aver chiuso bilanci con valori di -81,4 e -53,9 e, per rispettare gli impegni collegati, si troverebbe oggi costretta a realizzare un attivo di 50 o 60 milioni entro domani per evitare sanzioni disciplinari e sportive considerate particolarmente pesanti.
Le figure coinvolte nella dinamica di mercato e nei possibili sbocchi finanziari richiamati sono:
- Fabio Miretti
