Platini non tornerò e tether nessuno tocchi il club finché vivrò

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Platini non tornerò e tether nessuno tocchi il club finché vivrò

Una giornata densa di calcio e memoria ha animato il Royal Park I Roveri di Fiano Torinese, sede di La Fondazione Vialli e Mauro. Tra le numerose presenze arrivate per l’occasione, spicca quella di Michel Platini, leggenda della Juventus, protagonista di una conferenza stampa ricca di spunti su Mondiale, futuro della Serie A e legame con la Vecchia Signora.

michel platini e il quadro del mondiale: favoritismo e priorità

Platini ha iniziato raccontando di aver visto poco, ma ha apprezzato la presentazione dei giocatori con i 26 convocati, elemento capace di conferire prestigio. Nel suo sguardo il torneo è ancora agli inizi: conta soprattutto arrivare a vincere l’ultima partita. Sul piano delle possibilità, ha indicato la Francia come favorita e ha legato il traguardo a una condizione specifica, sottolineando che se la squadra gioca al 100% può conquistare il titolo.

riforma mondiale e numero delle squadre: valutazioni difficili

Il confronto sulla formula del Mondiale è stato affrontato con una lettura concreta. Platini ha definito la scelta complicatissima e ha spiegato che anche lui, in passato, avrebbe voluto un intervento legato al numero di squadre ammesse. Ha richiamato un punto specifico: non sarebbe possibile far partecipare 17 europee e 4 africane, evidenziando la complessità nel decidere quante formazioni inserire per ciascuna area.

ripartenza juve e ripartenza italia: partire da zero

Interrogato su come ripartire, Platini ha indicato un ordine ben preciso. A suo avviso deve partire l’Italia a zero e non la Juventus. Ha escluso che sia accettabile che l’Italia non riesca a centrare un Mondiale dopo tre edizioni, aggiungendo che il Paese deve riformare in modo simile a quanto avvenuto con la Francia negli anni cinquanta. Secondo la sua visione, quando l’Italia ripartirà, anche la Juventus tornerà a essere grande. Ha inoltre ricordato come il blocco della Juventus abbia storicamente aiutato la Nazionale a ottenere risultati.

mercato e strategia juventus: vincere prima di tutto

La strategia della Juventus, dal punto di vista di Platini, si riassume con chiarezza: vincere le partite. Non ha però nascosto di non conoscere i dettagli operativi: per lui il nodo centrale resta il risultato, anche perché se la Juve avesse vinto contro la Fiorentina, la stagione avrebbe potuto prendere un’altra direzione.

affetto per la juventus: tifosi, famiglia agnelli e grandi momenti

Platini ha dedicato parole di affetto a diversi riferimenti. Ha citato i tifosi che in questo momento sono delusi, la famiglia Agnelli e i grandi momenti condivisi con i colleghi. Ha poi chiarito un punto sul ritorno: non si tratterebbe di una nuova presenza, ricordando che la risposta era già arrivata lo scorso anno.

commenti su figure del calcio: aldо serena, maradona e zico

Con riferimento ad Aldo Serena, Platini ha detto di averlo sempre definito come chi non capiva niente, aggiungendo un tono leggero legato al ricordo dell’intervento. Ha comunque espresso gratitudine, spiegando di essersi semplicemente divertito a giocare a calcio, distinguendosi dai bambini italiani che, ai tempi, pensavano al catenaccio e alla difesa.

Ha poi toccato il tema Maradona, motivando un paragone legato al fatto che Diego abbia praticato due sport come calcio e pallacanestro. Platini ha ritenuto che per questo Diego fosse diventato più personaggio e avesse attirato più notizie sui giornali. Ha aggiunto di sapere che Maradona è stato un bravissimo ragazzo e che tutti gli volevano bene. In Italia, ha ricordato di aver imparato la prima parola legata a sfida per Zico e Diego, descrivendo quel periodo come un momento speciale perché i grandi campioni erano in serie A.

come ripartire nel calcio: decisioni politiche e bilancio

Platini ha collegato la ripartenza a un passaggio concreto: fare il bilancio del calcio e trovare soluzioni per individuare buoni giocatori. Ha indicato che si tratta di decisioni politiche più che calcistiche. Ha ricordato inoltre che in Francia queste scelte sono state fatte tante volte.

riguardo a del piero e al ruolo di elkann: un equilibrio di responsabilità

Su Del Piero ha dichiarato di non saperlo, spiegando che dipende da John Elkann. Ha inoltre specificato di non conoscere Alessandro e, per questo, non ha aggiunto ulteriori dettagli.

Relativamente a Elkann e a Tether, Platini ha affermato di essere per la famiglia Agnelli e ha aggiunto che, secondo la sua posizione, nessuno deve toccare la Juve finché vivrà. Ha poi affrontato le difficoltà con le big europee citando il Fair Play finanziario, sostenendo l’idea che sia necessario vivere con quello che si ha. Ha concluso ribadendo che per lui la Juventus è la famiglia Agnelli.

opinioni su multiproprietà e scelte globali

Platini ha espresso una posizione netta: non è molto d’accordo con tutto questo, riferendosi al tema delle multiproprietà.

memorie e scelte di gioco: mondiale 1986 e mentalità vincente

Riguardo al Mondiale 1986, ha parlato di un rimpianto, indicando che per la Francia sarebbe stata la squadra più forte. Ha poi proposto una lettura sulla mentalità: è meglio essere giochisti. Ha ricordato che nei suoi tempi si ragionava spesso in termini di risultatisti, ma ha chiarito che non era quello il suo modo di vedere.

rapporti nel calcio e incontri: in sicilia con john elkann

Platini ha raccontato l’esperienza in Sicilia con John Elkann spiegando che è andata bene. Ha precisato che l’organizzazione è stata curata da Brio e che è possibile parlare direttamente con lui. Ha aggiunto che John è venuto con Platini e si è dimostrato molto disponibile con tutti.

vialli e mauro: memoria, organizzazione e continuità

Su Gianluca Vialli Platini ha detto di non averlo conosciuto molto, pur riconoscendo che ha avuto una bellissima carriera. Ha poi sottolineato il suo grande rapporto con Massimo e la presenza qui per lui. Ha parlato della forza mostrata da Massimo nella malattia, mantenendo un pensiero costante. Platini si è congratulato con tutta l’organizzazione e con Massimo per continuare a portare avanti il ricordo di Gianluca.

cristiano ronaldo, mbappé e regole di comportamento in nazionale

Parlando di Cristiano Ronaldo, Platini ha affermato che il destino del portoghese è nella sua testa, spiegando che il fisico di Ronaldo è diverso dal suo. Ha aggiunto che, se gli viene consentito di giocare, deve continuare.

Su Mbappé ha sottolineato un tema di comunicazione: i giocatori possono parlare di tutto, ma quando indossano la maglia della nazionale non devono parlare di politica, perché giocano per tutti i francesi. Ha aggiunto che la politica può essere discussa con la maglia del Real.

competenze, progetti e ruoli: dal fair play al futuro in consigliership

Platini ha spiegato di avere dei progetti, ma in ottica di un ruolo da consigliere. Ha detto di non avere voglia di lavorare né nei club né nella FIFA. Ha lasciato intendere che, se avesse 50 anni, forse potrebbe essere più aperto a questa prospettiva.

massimo mauro e l’idea di un coinvolgimento: un tema non personale

Nel merito di Massimo Mauro e della possibilità di un ruolo per la Juventus, Platini ha indicato che non deve essere chiesto a lui. Ha precisato che Massimo ama la Juventus e Torino, e che ha anche idee, ma che non dipende da lui.

giocatori e scelte: yildiz, kalulu, thuram e deschamps

Su Yildiz, Platini ha parlato di doti e possibilità paragonandole a quelle di Olise e Yamal. Ha aggiunto che si tratta di vecchi numeri 10 che ora giocano in fascia.

Per Kalulu e Thuram non presenti al Mondiale, ha richiamato una scelta tecnica: secondo Platini Deschamps è molto più adatto a selezionare i giocatori.

la sua juve e l’eredità del calcio: brady, gol e differenze di ruolo

Platini ha descritto la sua Juventus come un bellissimo gruppo. Ha ricordato che per lui non è stato semplice perché sostituiva Brady, che aveva vinto due scudetti ed era molto amato. Ha però evidenziato che la squadra lo fece sentire bene. Nel momento del gol, ha sottolineato che tutti volevano bene.

Ha poi spiegato una differenza importante tra ruoli e caratteristiche del gioco. Per David ha detto che è più facile essere centrocampista perché si toccano tanti palloni. Per l’attaccante, invece, dipende sempre dalla squadra. Ha ricordato che quando lui arrivò alla Juventus giocava in una Juventus Trapattoniana: se segnavano dovevano fare 80 metri; oggi, ha detto, Messi gioca negli ultimi 20 metri. Platini ha collegato questo a una scelta personale, spiegando di aver smesso a 32 anni perché Trapattoni gli aveva tolto “la benzina”.

comolli e il ciclo juve: valore delle opportunità

Riguardo a Comolli, Platini ha dichiarato di non conoscere la Juventus e di non essere dentro, quindi ha affermato di poter parlare in generale. Ha spiegato che la Juventus ha perso una partita con la Fiorentina e, se avesse vinto, sarebbe potuta andare in Champions cambiando tutto. Ha aggiunto che nel calcio esistono cicli e che la Juventus non può vincere sempre, concludendo che conviene lasciare qualcosa anche “non troppo” agli altri.

personalità citate: michel platini, ospiti e figure ricordate

Nel corso degli interventi e dei riferimenti sono state chiamate in causa diverse personalità legate al mondo del calcio e alla Juventus:

  • Michel Platini
  • Mauro
  • Andrea Bargione
  • John Elkann
  • Gianluca Vialli
  • Massimo Mauro
  • Aldo Serena
  • Diego Maradona
  • Zico
  • Brady
  • Alessandro
  • Deschamps
  • Olise
  • Yamal
  • Kalulu
  • Thuram
  • Messi
  • Trapattoni
  • Comolli
  • David
  • Cristiano Ronaldo
  • Mbappé
  • Real
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